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23 April Gli anni..
E finalmente, anche se con un pò di ritardo..
Non posso che esser felice di vivere..
GLI ANNI..
Sì, quegl'anni belli che dovrebbero segnare l'adolescenza di un ragazzino e che io non ho mai avuto..
Gli anni dove tutto, o quasi, gira per il verso giusto..
Gli anni dove prendi decisioni e non te ne scopri insoddisfatto..
Gli anni dove l'amore va e viene, ma i sogni restano..
Forse, a 20 anni, ho sconvolto la naturale tabella di marcia, ma alla fine..
C'è davvero il momento giusto per esser felice?
Non c'è cosa più bella di sentirsi parte di qualcosa di grande, di bello, di indescrivibile..
Ho dovuto aspettare molto, troppo, ma alla fine ce l'ho fatta..
Alla faccia di tutti e a discapio di nessuno..
Fiera di me stessa vi saluto con la canzone che credo rappresenti al meglio questo momento..
La canzone che CI rappresenta!!
Stessa storia, stesso posto, stesso bar,
stessa gente che vien dentro consuma e poi va non lo so che faccio quì.. Esco un pò e vedo i fari delle auto che mi guardano e sembrano chiedermi chi cerchiamo noi. Gli anni d'oro del grande Real, gli anni di Happy days e di Ralph Malph, gli anni delle immense compagnie, gli anni in motorino sempre in due, gli anni di "che belli erano i film", gli anni dei Roy Rogers come jeans, gli anni di "qualsiasi cosa fai" gli anni del "tranquillo siam qui noi", siamo qui noi.. Stessa storia, stesso posto, stesso bar, una coppia che conosco ci avrà la mia età "come va?" salutano.. Così io vedo le fedi alle dita di due che porco giuda potrei essere io qualche anno fa.. Gli anni d'oro del grande Real, gli anni di Happy days e di Ralph Malph, gli anni delle immense compagnie, gli anni in motorino sempre in due, gli anni di "che belli erano i film", gli anni dei Roy Rogers come jeans, gli anni di "qualsiasi cosa fai" gli anni del "tranquillo siam qui noi", siamo qui noi siamo qui noi.. Stessa storia, stesso posto, stesso bar, stan quasi chiudendo poi me ne andrò a casa mia, solo lei davanti a me.. Cosa vuoi il tempo passa per tutti lo sai nessuno indietro lo riporterà neppure noi.. Gli anni d'oro del grande Real, gli anni di Happy days e di Ralph Malph, gli anni delle immense compagnie, gli anni in motorino sempre in due, gli anni di "che belli erano i film", gli anni dei Roy Rogers come jeans, gli anni di "qualsiasi cosa fai", gli anni del "tranquillo siam qui noi", siamo qui noi siamo qui noi.. Grazie a voi..
03 April La lettura in Italia..![]() Tratto dal "mio" tema d'italiano..
Ormai è quasi uno slogan: in Italia si legge poco.
Non ricordo la prima volta che ho sentito o letto questa frase, ma sinceramente è passato tanto tempo.
A dire il vero mi sembra una di quelle frasi che sono patrimonio della memoria storica e collettiva;
come "L'Italia, terra di santi, navigatori, poeti", così come l'essere scarsi lettori è diventato un elemento peculiare degli italiani.
Lo dimostrano sondaggi e statistiche e lo ripetono, in ogni occasione, gli operatori culturali (dagli editori ai librai, dai ministri ai bibliotecari) che con questa difficile realtà si confrontano, pressochè, quotidianamente.
Una domanda nasce spontanea.
Se un libro, per la maggior parte degli italiani è "nulla", cosa diventa per chi della lettura ne fa un modo di essere?
Cos'è la lettura per "noi" sognatori?
Un libro è un viaggio in un mondo sconosciuto che fa sognare ed evadere dai problemi della vita quotidiana.
Una via di fuga dall'angoscia dei momenti peggiori.
Un libro è carta, ma carta gialla, consumata dalle troppe volte che è stata sfogliata da chi ha voluto viaggiare e sognare in universi fantastici.
Per me un libro è vita.
Un libro è mondo.
La bellezza dei libri è incomprensibile a chi non li ama, è usarela fantasia, è "leggere" la fantasia, ene in un periodo, in un personaggio, aprire le finestre ad una vita che non è la nostra.
Sedercisi dentro comodamente.
Vivere emozioni, storie e luoghi lontani.
Affogare in sentimenti che non ci appartengonio, scovare posti, vivere vite.
Scordarsi per un attimo di esser Martina e diventare qualcuno di diverso.
Qualcuno simile o opposto.
Comunque diverso.
Leggere è guardare dentro uno specchio deformante: non siamo del tutto noi, ma non siamo nemmeno un'altra persona.
Un pezzettino di noi rimane.
Storpiato dalla foga della narrazione.
Eppure è lì, presente, in uno scambio senza fine tra chi legge e chi mette le parole sulla carta.
Il libro e la lettura sono come aggiungere vita alla vita.
Serono a ricordare chi siamo, a dimenticare qualcosa, a ricordare altro, per cambiare e migliorare ogni giorno un pò.
Un pò me Jonathan magari.
Jonathan Livingston.
Il gabbiano Jonathan Livingston.
Un libro che ho amato, che mi ha fatto sognare, le cui pagine scorrevano veloci e silenziose sotto le mie dita.
Il desiderio di vincere contro i propri limiti, di superare le avversità, di raggiungere qualcosa di più grande, in un altro mondo fino ad ottenere la perfezione d'un battito d'ali.
"Jonathan è quel vivido
piccolo fuoco
che arde in tutti noi,
che vive
solo per quei momenti
in cui raggiungiamo
la perfezione".
Parlare di perfezione è forse azzardato e presuntuoso, ma entrare in una biblioteca e sentirne il profumo, il profumo dellepagine sfogliate non è forse poesia?
Non è perfezione?
Tutto ciò dà emozione, trascina dolcemente dentro di sè, fa vivere qualcosa d'altro, qualcosa di lontano eppure vicino a sè.
Per me è un pò come diventare quello che leggo..
"Essere tutto quello che non sono".
Voto: 8
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